Riflessione di Pietro Calabrese tratta da Panorama.it del 13 Aprile 2007
Era l’aprile del 2007 quando Matteo, un ragazzo di 16 anni, scriveva «Perdonatemi, ma non ce la faccio più. A scuola non ci voglio più andare. Sono a disagio perché mi fanno sentire diverso» e poi si suicidava lanciandosi nel vuoto. Non aveva retto a mesi si battute e di prese in giro a scuola perché “sospettato di essere omosessuale”. Grande fu la reazione di sdegno della stampa e della società civile Italia, un gruppo di credenti omosessuali riunito in una piccola chiesa colpito da questa assurda tragedia lanciava l’idea di dar vita a una veglia in memoria sua e di tutte le vittime dell’omofobia… Ma questa è un’altra storia che vi racconteremo più avanti.


