Articolo di Alessandra Maugiarotti dal Corriere della sera del 8 aprile 2007
“Un pò mi vergogno a dirlo, ma anch’io ho pensato di uccidermi come ha fatto Matteo perché mi sentivo terribilmente solo”. “Mi canzonavano e ogni volta all’inizio mi veniva di rompere tutto… perché io lo sapevo che in qualche modo avevano ragione, che io ero diverso dà loro”. Tra le tante cose che poteva fare, Corrado ha scelto di parlare con i suoi genitori e di denunciare i compagni quando gli scherzi sono diventati anche una faccenda di mani. “Con il placet della mamma e la perplessità di papà, voglio solo raccontare la mia storia per dire ai “grandi” che di Matteo ce ne sono tanti e ai tanti Matteo che non sono soli”.


