Testimonianza di Pietro
Avevo sempre percepito che in me c’era qualcosa di diverso. L’attrazione che avevo sempre provato, sin da bambino, nei confronti dei miei coetanei maschi era infatti innegabile e non mi ha mai abbandonato. Arrivò presto il momento in cui mi sentii insoddisfatto della mia vita, e provai un enorme senso di incompletezza e decisi di affrontare definitivamente il mio orientamento sessuale fino ad allora represso. Ripresomi dall’iniziale sofferenza ho iniziato a interrogarmi su quale possa essere allora il mio ruolo nella realtà parrocchiale.



Storia bellissima. E’ stato affascinante per me, ateo e anticlericale convinto, leggere come la tua abbia contribuito a renderti una persona migliore. Ti invidio.
Mi rimane l’amarezza per la parte finale della tua narrazione, dove dici, in poche parole, che l’avere dichiarato il tuo orientamento sessuale ti ha costretto a lasciare la tua attivita’ di catechista.
Sebbene ti faccia onore il fatto di non avere abbandonato la parrocchia in seguito a questo avvenimento, il fatto in se’ rafforza in me il disgusto per un’istituzione, quale la Chiesa Cattolica, che si proclama rappresentante sulla Terra dell’amore di Dio ma quotidianamente, nelle piccole cose, soffre della bigotteria e della chiusura mentale di chi l’amministra.
Buona Fortuna.
Da: QuandoSiMuoreSiMuoreSoli su 27 Maggio, 2008
alle 7:37 am
Vorrei chiamarti per nome seppur fittizio, vorrei stringerti frternamente per dimostrarti quanto ti sono vicino. Purtroppo queste azioni “punitive” della Chiesa sono all’ordine del giorno, esse non fanno altro che distaccare, dal suo grembo , fedeli motivati . Ho visto comunque che si sta costituendo una nuova forma di aggregazione religiosa, lo chiamerei “altro cattolicesimo” che è costituito da persone emarginate o demonizzate ed è guidato da sacerdoti coraggiosi. D’altra parte se si pensa che ad Assisi, terra del Poverello, è vietato chiedere la carità ( ordinanza del sindaco di Assisi con “placet” dei frati capuccini) la dice lunga…………
gratien
Da: gratien su 28 Agosto, 2008
alle 2:56 pm
Era da un po’ che non tornavo a rivedere la mia storiella… Sono felice che ancora qualcuno la legga… Comprendo bene il risentimento di chi trova stupido restare all’interno di un’istituzione apparentemente tanto ostile… E spesso io stesso mi domando che senso abbia…ma la risposta forse non si trova su questa terra. Restare qui per me è l’unico modo per dimostrare quanto bene ci può essere in noi, nei nostri affetti.
Ringrazio Gionata e tutte le persone che sono passate di qua e hanno contribuito a mantenerla viva…. Ringrazio soprattutto Andrea, per la gioia che mi dona ogni giorno; senza di lui non esisterebbe storia…
Pietro
Da: Pietro di Bologna..."l'autore" su 4 Dicembre, 2008
alle 7:44 pm