Che senso ha pregare insieme per le vittime dell’omofobia?
1 Aprile, 2008 di gionata
Riflessione del pastore valdese Gregorio Plescan
Dal 2 al 6 aprile in numerose città, tanti credenti saranno in veglia per ricordare le vittime dell’omofobia. “Non so se questa veglia avrà “successo” - a pensarci bene non saprei nemmeno come capire come potrebbe averlo, come “quantificare” il risultato. Eppure sarà un banco di prova importante, perché in chiesa il tema dell’omosessualità e dell’omofobia non si tratta né sovente, né volentieri. Qualcuno parteciperà con convinzione, altri per “forza d’inerzia”. Però per qualcuno certo sarà un passo importante, un “coming out” dell’anima: un modo per riconoscere che agli occhi di Dio non ci sono preoccupazioni “indicibili”, troppo “vergognose” per meritare una preghiera.




Avrei voluto scrivere una preghiera per gli amici di Gionata e per la Refo di Firenze .Ho cercato a lungo tra i salmi se ce ne fosse uno che esprimesse partecipazione e amicizia e amore fraterno, ho letto della bella veglia di Milano e poi ho letto il suo messaggio e mi sono sentita graziata per non riuscire ad esprimere niente di poetico. Sono però sicura di una cosa:il fatto di aver posto un problema e di aver detto :”è possibile risolverlo se siamo tutti insieme anche con pianti, musica e ceri “questo è già un grande successo. E’ il successo della caparbietà,dell’orgoglio e della libertà di esserci come credenti di tutte le Chiese. Noi Valdesi rimaniamo, come i nostri montanari , un po’ estranei ai riti dichiaratamente esibiti ma, l’abitudine al popolo ghanese e la simpatia per il cattolicesimo giusto, mi fanno pensare che riuscirà a passare una nuova parola d’ordine nelle nostre Chiese troppo intellettuali :”amatevi gli uni gli altri”con semplicità, sapendo che amare è faticosissimo.Erica Vinay
…….sapendo che amare è faticosissimo.Erica Vinay
GIA’ VOLERSI BENE VERAMENTE SAREBBE SUFFICIENTE !!!!
IMMAGINIAMO SE CI AMASSIMO….
IO MI ACCONTENTEREI DEL BENE…VERO…
Non ci si deve mai accontentare! Chiedere amore vuol dire prima di tutto darne tanto e spesso non essere capiti. Sto parlando naturalmente all’interno di una comunità. Mi sono accorta domenica che sono , da molto tempo, di parte. Il fatto che ci siano delle minoranze di cui ci si occupa +o- bene non vuol dire non vedere più le vedove che vengono in Chiesa per trovare …amore , non vuol dire non vedere gli anziani solo perchè se ne vanno quando cominciano i canti africani. Sono una spina nel fianco del mio pastore (non se ne preoccupa molto) ma comincio a capire che amare vuol dire non avere pregiudizi, accettare l’altro e sapere che si può non essere accettati. Amare chi ti chiede con insistenza un lavoro e in cambio forse la volta dopo non ti saluterà nemmeno. Amare il Consiglio di Chiesa e sapere che saranno più i no alle tue richieste che i si. Forse cerchiamo tutta la vita di essere amati e facciamo di tutto per riuscirci ma , prima di tutto dobbiamo semplicemente amare come ci riesce tranquillamente con il nostro compagno.Erica