“Accoglietevi”. Contro l’omofobia capire è accettare

Articolo di Delia Vaccarello tratto da L’Unità del 14 maggio 2014, pag.18

“Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi”, è questo il versetto biblico che aprirà le veglie di preghiera contro l’odio nei confronti di omosessuali e trans in questa settimana in cui cade la ricorrenza del 17 maggio, istituita ufficialmente dall’Unione Europea come giornata contro l’omofobia.
Il messaggio di accoglienza che innerva i vangeli – come abbiamo già sottolineato a proposito del bel libro di Paolo Rigliano “Gesù e le persone omosessuali” – è quello che dal punto di antropologico ispira i migliori momenti di contrasto alle discriminazioni e che si oppone ai fascismi di ieri e di oggi.

Può essere inteso come esortazione dai credenti, ma anche come nuovo passo culturale e simbolico inaugurato da quell’uomo rivoluzionario che fu ed è per i laici Gesù di Nazareth.
Accoglienza vuol dire farsi pronti al rapporto con l’altro, ascoltare le sue parti profonde dopo aver fatto un viaggio per contattare le proprie ed esprimerle.

Vuol dire riuscire a sconfiggere i “mostri” che in primo luogo albergano nello sguardo di chi addita l’altro come “diverso” e che sono alimentati dal silenzio, dalla inibizione all’espressione di sè, dal fatto che ciò che fa paura perché tende a sfuggire al controllo, come sanno fare l’amore o la sessualità, troppo spesso viene collocato in un altrove e, appunto, demonizzato. Insomma, per sconfiggere l’omofobia bisogna che ciascuno accetti di essere un po’ “mostro”. (…)