“Non avrete il mio odio”. Quando l’amore è segno del “benedite e non maledite”

Riflessioni di Giusi del gruppo Kairos di Firenze

Non avrete il mio odio”, “Quest’odio non ti somiglia, resterai nel mio cuore per sempre. Ti amo“. Sono le parole pronunciate durante il discorso con cui Etienne Cardiles ha ricordato, nel corso dei funerali di Stato, il proprio compagno Xavier Jugele, ucciso il 20 aprile 2017 sugli Champs Èlysèes in un atto terroristico di matrice islamica.

Tali parole sono la dimostrazione che il passo della Lettera ai Romani di Paolo: “Benedite coloro che vi maledicono, benedite e non maledite“, per quanto umanamente complesso, non è impossibile da realizzare. Si tratta di una testimonianza laica, prima ancora che omosessuale, a sottolineare come amore e perdono siano valori universali e umani, e non un’esclusiva di una confessione religiosa o di qualche categoria precostituita.

Qui Etica ed Amore esprimono il loro senso più alto. La laicità sembra emancipare entrambi i termini, permettendo ai sentimenti di divenire più maturi e profondi. Etici sono l’affermazione di tolleranza e di civiltà, mentre l’Amore espresso esalta la dignità della persona in quanto tale, superando gli stereotipi entro i quali viene troppo spesso rinchiuso e sottraendosi al giudizio di una qualsivoglia istituzione o allo sguardo degli altri.
Dio è stato più presente in quella funzione, per l’umanità che ne trapelava, piuttosto che in altre funzioni religiose più formali. Siamo nella Francia laica, dove un poliziotto omosessuale parla apertamente dei propri sentimenti dinanzi a una platea composta da altri poliziotti e dai massimi rappresentanti dello Stato. Non è un caso.
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