“Combattere l’omofobia”. A Reggio Emilia una parrocchia veglia in preghiera con i cristiani LGBT

Articolo di Daniele Petrone pubblicato su Il resto del Carlino, edizione di Reggio Emilia il 9 maggio 2017

«Accogliete gay e trans, è quello che farebbe Gesù. La Chiesa deve chiedere loro scusa». Le parole pronunciate da Papa Francesco meno di un anno fa hanno sfondato una porta che sembrava sigillata nel mondo cattolico. E su questa linea, la parrocchia di Regina Pacis abbatte un muro a Reggio (Emilia).

Domenica sera alle 21 infatti nella chiesa dove opera Don Paolo Cugini si terrà una veglia di preghiera per combattere l’omofobia. Si chiama ‘Benedite e non maledite’ l’iniziativa mai realizzata prima in città. Nata per essere rivolta ai ragazzi omosessuali e alle ragazze lesbiche del quartiere, è stata allargata a tutte le parrocchie dell’unità pastorale Santa Maria degli Angeli di don Cugini che comprende Regina Pacis, Roncina, Spirito Santo, San Bartolomeo e Codemondo.

«L’idea è nata dalla richiesta dei genitori di ragazzi omosessuali dai 20 ai 30 anni che abitano nel quartiere – spiega il sacerdote –. Già da tempo facciamo incontri con loro, una volta al mese, dove mangiamo la pizza insieme, dialoghiamo e infine leggiamo il Vangelo. ‘Benedite e non maledite’ è la frase spunto che abbiamo preso dalla parola di San Paolo. Quello che vogliamo fare in modo molto semplice è lottare contro l’omofobia che è ancora molto presente nella nostra società, attraverso la preghiera e l’amore. Vogliamo interrompere la catena dell’odio contro i cristiani omosessuali. Ma anche denunciare e sensibilizzare sul tema del bullismo che sono costretti a subire gli adolescenti omosessuali».

Finora nessuno della diocesi reggiana si è fatto sentire, né con toni positivi né con toni negativi. Ma essendo un argomento scottante e (quasi) tabù nel mondo cattolico, è destinato a far discutere. Anzi, in qualche modo una prima reazione l’ha già suscitata.

«Abbiamo pubblicizzato l’incontro con volantini distribuiti nella nostra parrocchia – denuncia don Paolo – ma anche in tutta la città. E abbiamo registrato scritte e parolacce sopra questi manifesti, contrari all’iniziativa. E questo fa capire quanto ci sia ancora da lavorare».
Nonostante questo, le adesioni si preannunciano già massicce. Non solo persone del quartiere, ma arriveranno anche gruppi Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) da Parma e Carpi, perché in zona Emilia non si verificano spesso veglie di preghiera di questo tipo. In Italia però sono nati diversi gruppi di cristiani omosessuali che lottano per avere pari diritti all’interno della Chiesa. Il primo fu Kairos, un gruppo di Firenze che combatte i pregiudizi dal 2007.

Quella di domenica è una iniziativa che ha avuto attenzione anche oltreoceano. Parteciperà anche Maria Soave Buscemi, scrittrice del centro studi biblici dell’America Latina che da 30 anni vive in Brasile – Paese in cui fino a due anni fa lo stesso don Paolo Cugini ha operato in missione – e che guiderà la riflessione nella chiesa di Regina Pacis.

«Durante gli incontri mensili coi gruppi Lgbt – conclude don Cugini – abbiamo spesso ospitato gesuiti o coordinatori di questi gruppi che combattono da tempo l’omofobia. Ed è un cammino davvero interessante. Questo sarà il primo evento del genere nella nostra città e sarà una veglia semplice.
Spero che Reggio reagisca bene e che magari l’anno prossimo si potrà allargare questa manifestazione con qualcosa di più, come una fiaccolata o altri eventi collaterali. A darci la forza sono le parole di Papa Francesco pronunciate un po’ di tempo fa sul tema. Queste persone vanno accolte, non allontanate. Stiamo andando in questa direzione grazie a lui».

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