(S)veglie di preghiera per la Giornata internazionale contro l’omotransfobia

Articolo pubblicato sul sito di Riforma, settimanale evangelico delle chiese Battiste, Metodiste e valdesi, il 12 maggio 2017

I cristiani invitano a partecipare alle veglie di preghiera in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia del 17 maggio.
In 72 Stati l’omosessualità è considerata un crimine, 13 di questi la considerano punibile con la pena di morte, 14 con l’ergastolo; in 17 di essi sono state promosse leggi che limitano la libertà di espressione sull’orientamento sessuale. Gli attacchi e le persecuzioni sistematiche contro persone Lgbt sono in aumento in tutto il mondo: «Possiamo dirci cristiani e fomentare l’odio?» è una delle domande che quest’anno esorta i cristiani a partecipare alle veglie di preghiera in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia – International day Against homophobia, biphobia and transphobia (Idahobit).

«La prima giornata internazionale contro l’omofobia fu celebrata il 17 maggio del 2004, su iniziativa di Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l’homophobie – ricorda Giorgio Rainelli, membro della Commissione fede e omosessualità delle chiese battiste, valdesi e metodiste e presidente della Rete evangelica fede e omosessualità (REFO) –. Solo nel 1990 l’omosessualità veniva rimossa dalla lista delle malattie mentali inserite nella classificazione internazionale pubblicata dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Nel 2007, la Giornata contro l’omofobia è stata ufficialmente istituita dall’Unione Europea e per tale occasione, ogni anno, numerose comunità valdesi, battiste, metodiste e luterane – prosegue Rainelli – parteciperanno in decine di città alle veglie ecumeniche di preghiera appositamente organizzate per la ricorrenza. Molti dei culti domenicali dal 14 al 21 maggio saranno dedicati all’omofobia e transfobia».

Quest’anno la Giornata, giunta alla sua undicesima edizione, vedrà i molti cristiani unirsi in preghiera per dire «No alla violenza dell’omo-transfobia e alle tante ferite inferte dalle discriminazioni». Uniti dal versetto «Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite (Romani 12,14)», le veglie avranno inizio la sera di venerdì 12 maggio.

A Milano una fiaccolata unirà idealmente il tempio valdese e la parrocchia di Santa Maria della Passione.

A Siviglia il gruppo di cristiani Lgbt Ichthys e la Comunità ignaziana di vita cristiana (Cvx) veglieranno insieme nella chiesa cattolica di San Pedro de Alcantara «per un mondo senza omofobia».

Sabato 13 a Trieste la veglia si terrà nella chiesa luterana.

Domenica 14 a Amsterdam (Olanda) nella Oude Kerk, la più antica chiesa protestante della città; sempre domenica nella chiesa valdese di Firenze, proprio dove, undici anni fa, si svolse la prima veglia; a Reggio Emilia nella parrocchia della Regina Pacis.

Martedì 16 veglia nella parrocchia cattolica di Vicofaro a Pistoia.

Mercoledì 17 (Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia) le veglie attraverseranno dal Nord al Sud Italia: a Palermo oltre 20 comunità evangeliche, parrocchie cattoliche, associazioni cristiane cittadine veglieranno insieme ai cristiani Lgbt nella chiesa valdese di via dello Spezio; a Firenze nella parrocchia della Madonna della Tosse numerose parrocchie cattoliche, chiese evangeliche e associazioni cittadine veglieranno con i cristiani Lgbt e attraverseranno, con una fiaccolata, il centro della città. Altre veglie avranno luogo anche nei templi valdesi a Torino e Sanremo, e nella chiesa battista di Varese.

Giovedì 18 maggio, poi, sono previste veglie a Bologna nella parrocchia di S. Bartolomeo della Beverara.

Venerdì 19 nella chiesa metodista di Parma e nella chiesa battista di Carbonia

Domenica 21 si pregherà per il superamento dell’omofobia nelle chiese evangeliche di Cagliari, Napoli, Padova, Milano; a Pinerolo (ndr Provincia di Torino) e in Piazza del Campidoglio a Roma;

Il 23 nella parrocchia di San Pietro a Genova e il 25 nella chiesa battista a Grosseto.

Il cammino delle veglie per il superamento dell’omotransfobia e di ogni discriminazione si concluderà in Spagna il 29 maggio con la veglia di Barcellona, sotto le volte del Santuario cattolico de l’Ajuda.

Le veglie per le vittime dell’omofobia e della transfobia, in Italia, sono nate nel 2007 quando Kairos, il gruppo di cristiani Lgbt di Firenze, di fronte al tragico suicidio di un giovane di Torino invitò gli altri gruppi di cristiani Lgbt di 14 città italiane a organizzate un ciclo di «Veglie di preghiera per il ricordo delle vittime di omofobia».

Negli anni successivi, il 17 maggio, le veglie si sono tenute in diverse città. L’iniziativa sostenuta dal Progetto Gionata (il progetto web su fede e omosessualità) dal 2010 è divenuta una prassi condivisa da circa 50 gruppi dell’European Forum lgbt Christians Groups, oltre che da tante comunità valdesi, metodiste, battiste e parrocchie cattoliche.

L’idea si è poi diffusa rapidamente anche in Europa e in America Latina. Già nel 2008 diverse veglie hanno interessato numerose città in Spagna e in Irlanda, in Argentina, Cile, Perù e Venezuela. Negli anni successivi, anche in Germania, Malta e in altri paesi europei.

Tra i promotori anche la Rete fede e omosessualità (Refo) e la Commissione fede e omosessualità delle chiese battiste, metodiste e valdesi.

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