Luce nella notte della città. Si può essere cristiani e omosessuali felici!

Testimonianza portata da Anna alla fiaccolata di luci contro l’omotransfobia e ogni discriminazione (Firenze, 17 maggio 2017)

Mi chiamo Anna, ho 39 anni e sono nata all’ombra di un campanile, e sempre ho frequentato la parrocchia. Negli anni ho incontrato il Signore, ho la fortuna di credere in Dio e ho avuto, nella mia formazione, la fortuna di approfondire la scrittura e i documenti della Chiesa.

Nel mio percorso, riconoscermi come omosessuale non è stato per niente facile. All’inizio è stata dura, ho vissuto nel silenzio, non sapevo davvero come gestire questo nuovo aspetto di me che mi bussava da dentro e non ne poteva più di starsene rinchiuso.

Un periodo difficile, un po’ di coraggio per incominciare un nuovo percorso. L’incontro con France, avvenuto esattamente sei anni fa, ha cambiato la mia vita, ha trasformato il mio essere uno in un percorso di coppia, da vivere nella fede con serietà e con amore.

Con il passare del tempo “abbiamo messo su casa insieme”, come si dice a Firenze. E la sua appartenenza alla Comunità della Madonna della Tosse è diventata anche la mia: un cammino naturale, una condivisione, un aprirsi all’altro e un sentirsi accettate così, per quello che semplicemente siamo.

Facciamo parte della comunità, abbiamo instaurato relazioni importanti, siamo attive nelle numerose iniziative e sentiamo un’appartenenza forte. Un anno fa, quando finalmente sono state legiferate in Italia le unioni civili, è venuto naturale pensarci, concretizzarle il prima possibile.

Ciò che maggiormente a me mancava era il non potermi prendere, davanti allo Stato, la responsabilità di Francesca, la persona che ho scelto per la vita. Non ero nessuno, non avevo diritti ma ancora di più non avevo doveri nei suoi confronti, di nessun tipo.

Dal 3 dicembre scorso invece siamo una coppia anche davanti allo stato, abbiamo potuto dire “Sì”, siamo responsabili l’una dell’altra: è un qualcosa di immenso, di gigantesco, che forse è comprensibile del tutto proprio perché prima ci era impedito.

E un avvenimento così bello va condiviso con le persone importanti, con gli amici, con chi da sempre ha creduto in noi: per questo abbiamo festeggiato insieme a tutta la comunità, che ci ha fatto una festa bellissima! Per questo oggi sono a raccontare la mia, la nostra storia: è possibile essere dei cristiani felici, è possibile essere dei cristiani omosessuali felici!

E’ possibile se per primi noi crediamo nel cambiamento, se ci mettiamo la faccia, se abbiamo il coraggio di aprire la porta e incontrare il mondo. E’ possibile se gli eterosessuali si mettono in ascolto, ci incontrano, ci conoscono davvero.

E’ possibile perché Dio è molto più grande del nostro pensiero e dei nostri ragionamenti, e il Suo Amore è realizzabile nelle nostre comunità quando ciascuno di noi può essere ciò che è, amato dagli altri e realizzato nel suo percorso di vita.

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