Perché come madre di un figlio in transizione vi chiedo di vegliare!

il

Riflessioni di Elena, una madre con un figli* in transizione* del Progetto TRANSizioni

Queste veglie per il superamento della violenza dell’omotransfobia non ci dovrebbero essere…. Se ci fosse più Spirito evangelico nella Chiesa e piu comprensione nella società di quanto siano belle e arricchenti le specificità, che rendono ognuno di noi Unico (com’è nel disegno di Dio).

Riportiamo i commenti di nostr* figli* 14enne, semplici e dirette: “cosa ci sarebbe da stupirsi se alla lavanda dei piedi del Giovedì Santo venissero invitati degli omosessuali? Se il catechista o l’animatore in oratorio di vostro figlio fosse trans? Gesù avrebbe fatto cosi.

Anzi li sarebbe proprio andati a cercare per le strade del mondo, le persone Lgbt credenti e non, per amarLi, e di sicuro li avrebbe chiamati per nome, con il nome che si sentono di essere. E invece ci troviamo a doverci confrontare con chi  deride i nostr* figl*, non ci capisce, e tanto altro….. con fatica e dolore.

Peggio per loro, che hanno una visione limitata di quanti colori ci siano nel mondo”, dice arrabbiat* nostr* figl*.

Nostro compito, concludiamo noi, è pregare perché Gesù possa aprire gli occhi e le coscienze per dare loro e darci occhi nuovi per vedere la bellezza della Vita, e un mondo nuovo tutto da costruire.

* Dal 2007 in tutto il mondo le comunità cristiane e i cristiani LGBT in occasione del 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia (IDAHOT), vegliano in preghiera per ricordare le vittime dell’omobitransfobia e per sostenere il ruolo positivo delle comunità religiose per la creazione di una società veramente inclusiva. Oggi ha ancora senso vegliare in preghiera nelle nostre chiese e nella società per il superamento dell’omotransfobia? Tu cosa risponderesti a questa domanda? Inviaci una tua riflessione a tendadigionata@gmail.com . Vegliamo perché “Dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà” (2Cor 3, 17)

Pubblicità