veglia2009Anche quest’anno cristiani provenienti da diverse confessioni e cammini di fede (cattolici, Valdesi, veterocattolici, metodisti, battisti, etc…) domenica 17 maggio 2009, giornata mondiale per la lotta all’omofobia, e nei giorni precedenti, saranno in veglia in tante altre città italiane con i credenti omosessuali per pregare e ricordare tutte le vittime della violenza dell’omofobia.
Pregheremo insieme per lanciare un messaggio forte alle nostre Chiese e alla nostra società perchè “chi ha paura non è perfetto nell’amore” (I Giovanni 4,18) .

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Active ImageArticolo tratto da Adista Notizie N. 31 del 19 Aprile 2008

Dal 2 al 6 aprile 2008 credenti di diverse confessioni religiose si sono riuniti, in varie città d’Italia e in varie parti del mondo, per ricordare tutte le vittime dell’omofobia e per lanciare un messaggio forte alle loro Chiese. Perché “nell’amore non c’è paura”, “non c’è da temere se delle persone vivono tra loro un amore, indipendentemente se queste persone siano di sesso diverso o dello stesso sesso. Non c’è da temere a vivere questo amore e non c’è da temere ad accogliere questo amore nelle chiese e nella società. Se la nostra società è omofoba e se gran parte dei cristiani sono omofobi ciò vuol dire che vale per noi ciò che dice il brano biblico: Chi ha paura non è perfetto nell’amore”.

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Active ImageTesto letto dal gruppo In Cammino nella veglia per le vittime dell’omofobia del 4 aprile 2008 tenutasi nella Chiesa di San Giovanni Battista di Calamosco di Bologna

Anche noi del gruppo in cammino, credenti omosessuali di Bologna, “vogliamo ricordare Matteo e ciò che il suo drastico gesto denunciò allora e lo ricordiamo alla vigilia del quarantesimo anniversario della morte di Martin Luther King, il pastore battista che ha pagato con la vita l’impegno per superare il pregiudizio e la paura”. Per “vincere con l’amore i pregiudizi e le discriminazioni che ancora feriscono e creano sofferenze a tanti di noi. Con questo spirito, desideriamo ringraziare Dio per averci creato così come siamo e per averci dato la possibilità di testimoniare il suo Amore nella varietà di relazioni d’amicizia e di amore che ci chiama a vivere”.

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Active ImageRiflessione di Rosa Salamone del gruppo Varco-Refo di Milano    

Ho letto in più di un articolo apparso in diverse collocazioni che le veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia del 2-6 aprile 2008 non proponevano alcuna rivendicazione politica. Ora, quest’affermazione per me è sbagliata. E’ un’affermazione che non riesco a condividere nonostante i miei ripetuti sforzi in questo senso. So bene che quando parlo così mi si accusa di volere trasformare la mia chiesa in un luogo di rivendicazione politica. Per me questa non è un’accusa, ma una verità sacrosanta: la chiesa è un luogo di rivendicazione politica, proprio perchè non esiste nè in cielo nè in terra un luogo che non sia “politico”.

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Active ImageArticolo di Marco Fabi del 4 aprile 2008 tratto da korazym.org

Quest’anno le veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia, promosse dai gruppi di credenti omosessuali italiani, hanno visto la partecipazione significativa di numerose comunità di diverse confessioni cristiane (valdesi, cattolici, battisti, vetero-cattolici, metodisti). Non sono mancati segni di disponibilità anche da parte della chiesa cattolica, con momenti di preghiera ospitati pubblicamente in chiese o parrocchie e le adesioni di diversi  gruppi e movimenti cattolici perchè, come scrivono i giovani di Villa Guicciardini della diocesi di Firenze, “è proprio il nostro essere persone di fede che ci chiama a combattere ogni forma di discriminazione dell’uomo nei confronti di suo fratello”.

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Active ImageTestimonianza di Erica Vinay

La chiesa valdese di Brescia ospita una numerosa comunità africana, ecco perchè la decisione di dedicare il culto domenicale del 6 aprile 2008 alle vittime dellomofobia ha sollevato una grande discussione all’interno della comunità. Non sono mancate le resistenze a questa iniziativa, per i credenti africani era inconcepibile una tale decisione in aperto contrasto con la loro cultura che disapprova fortemente l’omosessualità. E’ nato così un lungo confronto tra posizioni inconciliabili, ma poi è accaduto che …

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Inserito da: gionata | 7 aprile, 2008

Quelli che la Veglia… a Palermo

Active ImageTestimonianza da parolenondette

Tra la pioggia e la grandine sono iniziati, nella chiesa palermitana di S. Francesco Saverio, i preparativi per la Veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia. Il cuore ci batteva a mille e l’emozione era tanta; con le mani tremanti iniziammo a sistemare i microfoni, le luci, l’altare con i ceri e la Parola di Dio aperta, alcune pietre ed i foglietti sui banchi per seguire la Preghiera. Con la certezza che, anche se pochi, Gesù era presente in mezzo a noi. E dopo aver pregato insieme ci è stato fatto un invito importante a “proseguire questo cammino, questo percorso di vita perché i Gruppi di Omosessuali Credenti, non siano più le nuove catacombe del cristianesimo, ma luoghi di crescita, di confronto costruttivo e punti di riferimento riconosciuti dai rappresentati delle Chiese”.

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Active ImageTestimonianza di Daniele, Sergio e Enzo tratta da tresnovios.blogspot.com

Il 4 aprile 2008 ci siamo ritrovati in veglia così, quasi senza rendercene conto. Abbiamo pregato per i derelitti della storia, per le Chiese che anzichè madri sono troppo spesso matrigne, per i nostri amori maltrattati, vilipesi, degradati ,ma che sono sempre e comunque espressioni dell’amore di Dio, qualsiasi sia il giudizio degli uomini. Ciascuno alla fine è tornato a casa col sasso (i cui significati simbolici sono tanti nella Bibbia) ricevuto a ricordo della serata e con la certezza che il cuore di carne dell’uomo è fatto per amare ed essere amato. Anche nel deserto più arido e desolato c’è tanta vita e bellezza: a noi il compito di riconoscerla ed apprezzarla.

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Active ImageIntervento di Mauro Castagnaro letto alla veglia contro l’omofobia di Cremona del 4 aprile 2008

Un anno fa si celebrava il funerale del giovane Matteo, suicidatosi perché non sopportava più le angherie di cui lo facevano oggetto i compagni di classe perché “effeminato”.  Noi oggi siamo qui a Cremona per ripetere col vescovo, mons. Dante Lafranconi (ndr Vescovo di Cremona) che l’omofobia è una causa ignobile e ingiusta, è crimine intollerabile contro l’umanità e contro Dio, quel Dio che, come Pietro scopre con meraviglia, “non fa preferenze di persone, ma gli è accetto colui che lo teme e osserva la giustizia” (At 10,34-35). Noi oggi siamo qui per dare un segnale di prossimità alle persone che sono vittime di violenza e di scherno a causa della loro diversità sessuale e ricordare loro che Dio è al loro fianco e ha a cuore il loro desiderio di autenticità e liberazione.

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Active ImageNelle scorse settimane da Firenze è stato lanciato un appello affinché tutte le persone di buona volontà veglino in preghiera, insieme con i gruppi di credenti omosessuali,  per ricordare le vittime della violenza dell’omofobia e per lasciare un segno concreto di speranza cristiana. La città di Firenze ha risposto con forza a questo appello. In fondo sono i piccoli gesti che cambiano il mondo, a ognuno di noi il compito di decidere se far finta di nulla o se portare la sua silenziosa testimonianza.

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